giovedì 23 luglio 2009
L'attentato a Indro Montanelli
Il 2 giugno 1977,a Milano ,in via Manin ,le Brigate rosse spararono a Montanelli,colpendolo con quattro colpi di pistola alle gambe.Le BR stavano alzando il tiro:dopo i politici ,i dirigenti industriali,i giudici,continuarono a prendere di mira i giornalisti scomodi.E scomodo era Montanelli che da poco aveva fondato un quotidiano ,orientato al centro,il Giornale.Circa trenta giornalisti ,fra questi il fondatore del nuovo quotidiano,avevano lasciato Il Corriere della Sera in aperta polemica con la linea editoriale troppo spostata a sinistra.Il Giornale,fatta eccezione dei quotidiani dei partiti,era una delle poche voci non al servizio delle sinistre e per questo fu definito fascista dagli avversari politici .In quel tempo quando si voleva criminalizzare un avversario politico gli veniva affibbiato il termine spregiativo di fascista.Con quella definizione entravi nel mirino degli assassini rossi.
martedì 21 luglio 2009
Il rapporto Mazza e Carlo Casalegno
Molti furono i giornalisti fuori dal coro delle sinistre negazioniste dell'esistenza di un doppio estremismo.Non tutti ebbero la faziosità della Cederna (della giornalista può essere ricordata la bugiarda polemica contro il Presidente Leone che fu costretto alle dimissioni.Solo a distanza di anni,a misfatto compiuto ,la Cederna riconobbe di essersi sbagliata su Leone .Ma questa è una costante della sinistra infarcita di leninismo).A favore del rapporto Mazza si schierò ,con un articolo sulla Stampa,Carlo Casalegno.L'articolo aveva un titolo esplicito:W IL PREFETTO.Scrisse Casalegno che il voler vedere nel rapporto del prefetto una manovra reazionaria significava costruire un falso propagandistico,così come negare l'esistenza del doppio estremismo era come nascondere l'evidenza che era sotto gli occhi di tutti,soprattutto a Milano.Nelle nostre città,proseguiva Casalegno,si importano metodi di guerriglia indocinesi o cubani. Dopo poco tempo Casalegno sarà assassinato dall'estremismo di sinistra.Dopo il delitto Moro ,i comunisti diedero ragione al Prefetto.Sempre così ,sempre colpevolmente in ritardo.
lunedì 20 luglio 2009
L'ordine del giorno Grandi.La caduta del fascismo
Nella notte tra il 24 e il 25 luglio 1943 ,a Roma,ci fu un avvenimento capace di cambiare il corso della storia d'Italia:la riunione del Gran Consiglio del Fascismo e l'approvazione a maggioranza di un ordine del giorno proposto da Dino Grandi,ex ministro degli esteri,coadiuvato da Bottai,una delle menti più lucide del regime ,sostenuto da Ciano,genero del duce.Gli Alleati erano sbarcati in Sicilia,l'Italia era un cumulo di rovine per i continui bombardamenti,scarseggiavano i cibi,i Sovietici avanzavano da Est,il morale del paese era a terra,diversi gerarchi fascisti volevano porre fine ad una inutile guerra.Per molti solo un armistizio poteva salvare il paese ,ma il presupposto era l'allontanamento di Mussolini ,la fine del Fascismoe la riconsegna di tutti i poteri al re.Ecco l'o.d.g.Grandi:"Il Gran Consiglio,esaminata ..la condotta politica e militare della guerra,afferma il dovere sacro degli Italiani di difendere l'integrità nazionale e la libertà della patria;afferma la necessità dell'unione morale e materiale degli Italiani,SENZA DISTINZIONE DI PARTITI,TESSERE,DOTTRINE O IDEE POLITICHE;dichiara il ripristino di tutte le funzioni statali,attribuendo al Re ,al Parlamento e al Governo TUTTE LE FUNZIONI PREVISTE DALLE LEGGI COSTITUZIONALI;sia abolito il regime totalitario e data la libertà a tutti i partiti;sia garantita a tutti i cittadini la loro eguaglianza dinanzi alla legge."Di fatto con l'approvazione dell'o.d.g.Grandi il fascismo cessava di esistere.Il giorno dopo Mussolini veniva arrestato.Iniziò la guerra civile.Alcuni gerarchi,firmatari dell'o.d.g., furono in seguito fucilati e fra questi lo stesso Ciano.Bottai si arruolò nella Legione straniera con il nome di Battaglia.Combattè contro i Tedeschi sulle Ardenne e fu decorato da C,De Gaulle.Grandi si rifugiò in Brasile.
domenica 19 luglio 2009
Quando veniva negata l'esistenza del terrorismo rosso
Nel dicembre del 1970 il prefetto di Milano,Libero Mazza,un galantuomo,inviò un rapporto al Ministero degli Interni che andò sotto il nome di rapporto Mazza.Voglio riprodurre alcuni passaggi capaci di testimoniare la veridicità e l'accuratezza dell'indagine:"I disordini verificatesi sabato 12 dicembre in questa città..sono da considerare i PRODROMI DI ALTRI EVENTI BEN PIU' GRAVI ..CHE POSSONO ANCORA VERIFICARSI IN CONSEGUENZA DELLA PROLIFERAZIONE DI FORMAZIONI ESTREMISTE EXTRA -PARLAMENTARI DI ISPIRAZIONE MAOISTA(Movimento studentesco,Lotta continua,Avanguardia operaia,ecc.),nonchè di movimenti anarchici e di estrema destra.Tutti questi movimenti hanno la loro centrale a Milano .Gli appartenenti ammontano oggi a ventimila unità..Riunioni e cortei,sempre più frequenti,sono occasione per compiere atti vandalici contro proprietà pubbliche e private ,I reparti di polizia sono oggetto di aggressioni...Qesti estremisti dispongono di una organizzazione paramilitare:servizio medico,collegamenti radio,elmetti,barre di ferro..bottiglie Molotov...Questi elementi facinorosi vengono incoraggiati..dalla CERTEZZA DI IMPUNITA'...Non vi è dubbio che ci si trova di fronte ad associazzioni che perseguono finalità eversive...Qualora non si utilizzassero tutti gli strumenti normativi ed operativi esistenti..si potrebbe correre il rischio di assistere passivamente alla fine delle istituzioni democratiche":Quando il rapporto fu pubblicato si gridò allo scandalo.Contro Mazza si scagliarono grandi giornali,quasi tutti.La Stampa scrisse di montatura di destra e l'on.socialista Scalfari definì il prefetto o sciocco o fazioso.Panorama sosteneva che la polizia interveniva solo contro le manifestazioni di sinistra.Giorgio Galli parlava dell'esistenza del solo terrorismo di desrta. Camilla Cederna scriveva contro il commissario Calabresi i cui uomini picchiavano gli anarchici che venivano caricati in macchina e impauriti .Allora ho capito l'ingiustizia,scriveva ,e è nata in me la passione politica per la difesa della libertà e della giustizia.La giornalista veniva premiata e omaggiata.
venerdì 10 luglio 2009
De Gasperi e gli USA.
Un anno dopo la fine della guerra,nel 1946,l'Italia era sull'orlo del precipizio per una crisi economica senza precedenti .La carenza alimentare colpiva cittadini che avevano sofferto la fame durante la guerra.De Gasperi decise di recarsi negli Stati Uniti per cercare aiuti economici e finanziari.In precedenza ,nella primavera del '46,aveva contattato Fiorello La Guardia ,direttore generale dell'UNRRA,l'organizzazione addetta agli aiuti alimentari,pregandolo di anticipare di un anno la spedizione di grano destinato all'Italia.Decine di navi,cariche di generi alimentari,raggiunsero i porti italiani .La Guardia ,di chiare origini italiane,diverrà poi sindaco di N.York,a lui è dedicato un aeroporto della Grande Mela.Il viaggio di De Gasperi iniziò nel novembre del '46 e costituì una pietra miliare per la politica estera italiana.Il viaggio incontrò l'ostilità decisa della sinistre che per anni rimprovereranno a De Gasperi uno smaccato servilismo agl USA.Fu invece un successo perchè il Presidente ottenne cento milioni di dollari,aiuti alimentari e finanziari sufficienti per traghettare il paese fuori dalla fame e iniziare la ricostruzione.Oltre alla situazione interna sull'Italia pesava il Trattato di pace che prevedeva il pagamento di enormi somme di denaro ai Paesi ai quali avevamo fatto la guerra.Sarebbe stato il colpo di grazia per un paese povero e demoralizzato.Avremmo subito la stessa sorte toccata ai paesi finiti nell'orbita dell'URSS.De Gasperi riuscì a convincere Usa e Gran Bretagna a lasciarci le navi italiane,mentre la Francia rinunciò agli impegni economici.L'URSS pretese invece tutto.Questi episodi contribuiranno a rafforzare la scelta filo -occidentale dell'Italia.Ma per le sinistre De Gasperi era un servo sciocco degli USA,un piccolo uomo che si era legato ai guerrafondai americani invece di scegliere il pacifismo di Stalin.Togliatti ,riferendosi a De Gasperi e ai DC,scrisse un articolo dal titolo "Ma quanto sono cretini!".Solo ora i post-comunisti hanno rivisto il giudizio su De Gasperi.Allora lo avrebbero linciato.
mercoledì 8 luglio 2009
Il sangue dei vinti
Nelle ultime pagine del Sangue dei vinti ,Giampaolo Pansa scrive che i caduti della RSI furono 45.000,almeno quelli identificati,mentre furono ben ventimila coloro che furono assassinati dai partigiani comunisti a partire dal 25 aprile 1945 fino al 1948-49.In questo secondo caso non si trattava di fascisti ma di democratici cristiani,liberali,socialisti ,sindacalisti cattolici,preti.Tutti coloro che potevano opporsi al tentativo comunista di governare il paese o con le elezioni o senza elezioni.La vittoria di De Gasperi ,nelle politiche del 18 aprile '48,vanificò il disegno dei bolscevichi italiani.Ma l'aspetto più odioso della guerra civile è costituito dalla sparizione dei corpi delle persone cadute in combattimento o assassinate dopo la Liberazione.In tanti ,anche il sottoscritto fra questi,non possono perdonare ai comunisti il silenzio sulle sepolture dei vinti.Per una lettrice ,così scrive Pansa,molti partigiani comunisti si sono comportati come i mafiosi.Si parla di una vergogna senza pari quando i mafiosi fanno scomparire i corpi delle vittime .I compagni partigiani hanno fatto lo stesso .Come i mafiosi non hanno voluto mai infrangere la norma bestiale dell'omertà.A questo proposito parlerò di mio padre,caduto della RSI,il cui corpo è nascosto nel Triangolo della morte.Ma è civile chi nega ad un figlio di poter piangere e pregare sui resti del padre?
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