lunedì 4 luglio 2011

L'8 settembre e i Tedeschi.

Ho letto il Diario intimo di Goebbels,un libro ormai raro che solo il Senati italiano poteva conservare.Scritto in maniera scorrevolissima, presenta senza equivoci lo stato d'animo germanico dopo la dichiarazione di Badoglio che abbandonava l'alleanza con i Tedeschi per schierarsi con gli Anglo-americani.La preoccupazione del ministro della propaganda era legata alle possibili defezioni degli alleati dopo l'esempio dell'Italia.Dopo aver definito quello di Badoglio un atto di vigliaccheria senza precedenti nella storia dei popoli,Goebbels scrive che Mussolini era un debole per essersi fidato di un Savoia ma nello stesso tempo definisce il Duce come l'unico italiano discendente da Augusto,purtroppo a capo di un popolo di zingari .Un popolo che litiga con il governo di Vichy per la supremazia del contegno più codardo e disonorevole.Per lui gli Italiani vinceranno la gara.La liberazione del Duce, da parte dei paracadutisti del generale Student, mentre da un lato esalta il valore dei soldati tedeschi ,dall'altra è un intralcio alle pretese germaniche di punire l'Italia, anche con sottrazioni territoriali, stante il fortissimo legame fra Hitler e Mussolini.

lunedì 27 giugno 2011

Luca Cordero di Montezemolo.

Si prepara a succedere a Berlusconi l'uomo di fiducia della famiglia Agnelli,presidente della Ferrari e volto hi-tech della Confindustria.Solo dalla Ferrari ottiene premi milionari,si parla di sette milioni di euro l'anno.Propone privatizzazioni,tagli alle tasse,maggiore flessibilità del lavoro.E' l'espressione del partito dei padroni ,di quelli che governano il paese.Per questo ha creato Italia Futura,una associazione che dovrebbe lanciarlo alla guida del Paese.Come è cambiato il ruolo della politica ,oggi guidata dalla grande finanza!E' agli atti di un consiglio dei ministri, tenuto da De Gasperi nel 1948, un intervento del grande statista trentino che accusava la Confindustria di allora di paralizzare e rendere vano ogni sforzo,organizzando la fuga dei capitali,il sabotaggio del prestito,l'aumento dei prezzi ,le campagne scandalistiche.Costa,allora presidente della confindustria, capì il messaggio e si predispose a collaborare con il governo.Oggi non hanno bisogno di messaggi,sono loro a dirigere il paese,padroni anche dei mezzi di comunicazione che vengono messi sul conto dei cittadini con la legge sull'editoria.

I due volti di Confindustria.

Alfredo Reiclin,già segretario di Enrico Berlinguer,in un suo interessantissimo saggio, "Il midollo del leone",sostiene che oggi governa la grande finanza ,amministrano i dirigenti degli enti e i politici si limitano alla presenza litigiosa nei dibattiti televisivi che alimentano il qualunquismo e concorrono a sputtanare la residua casse politica ,così come vogliono i padroni della Confindustria.Questa organizzazione ,che dispone di mezzi monetari immensi,di centinaia di consigli di amministrazione con prebende da far impallidire il mondo politico,è solita presentarsi al popolo ,una volta sovrano ,con due volti:il volto bonario di coloro che si interessano alle sorti del paese,che desiderano promuovere la ricerca scientifica,che portano avanti le privatizzazioni,che sono schierati per la modernizzazione;il volto feroce del padrone delle ferriere,pura espressione del liberalismo ottocentesco contrario all'intervento dello Stato nei processi economici.Tifano per le riduzioni salariali in un paese dove è difficile arrivare alla terza settimana del mese,sognano mani libere nel licenziare un popolo di precari schiavi del padrone.E' il volto feroce della Umbria Olii che chiede, ai familiari dei caduti sul lavoro, un risarcimento miliardario con il sostegno della Confindustria umbra e il silenzioso assenso di quella nazionale.

Il partito dei padroni.

Ha ragione Filippo Astone nel sostenere,e non è il solo,che oggi la grande finanza si è impadronita dello Stato o meglio dei suoi gioielli.Il processo è iniziato con l'operazione "mani pulite",una vera e propria anomalia politica :una classe dirigente non è stata spazzata via dal risultato elettorale ma da avvisi di garanzia,da processi iniziati sulle tv ,nei giornali,nelle radio e ,infine nelle aule di tribunale.Un giorno sapremo chi ha avuto interesse a cancellare il popolo dei partiti affidando il paese anche agli eredi di ideologie gettate in discarica dalla Storia.Il potere politico dai partiti è passato nelle mani della grande finanza che ,come primo atto,si è impadronita ,a costo quasi zero,di banche,dell'Iri,dell'Eni,della Sip,dell'Enel. Il partito dei padroni guida direttamente o indirettamente le forze politiche reclutate per chiamata.Non c'è nessuna differenza fra Bassolino,Iervolino,Carfagna e Berlusconi,Tronchetti Provera,De Benedetti ,Montezemolo,Marcegaglia ,tutti rappresentano il partito dei padroni espresso dalla Confindustria,la vera detentrice del potere economico e politico.

domenica 29 maggio 2011

Il giudizio di un sedicente storico su mio padre.

Con dolore ho letto una nota,stonata,su un libro che ha la pretesa di ricostruire un periodo difficile quale quello della guerra civille che insanguinò l'Italia dal 1943 al 1945.Per Francesco Cossiga fu quello il momento identitario più forte vissuto dal paese quando si fronteggiarono in armi due concezioni diverse di Patria,dovere,fedeltà.Fu il momento in cui i giovani di allora fecero una scelta drammatica ,con Mussolini o contro Mussolini.Tanti ,e a volte occasionali i motivi del parteggiare per l'una o l'altra fazione.Fu una scelta difficile ma rispettabilissima soprattutto quando si rischiava la propria vita per un ideale.Una minima parte della popolazione partecipò attivamente alla guerra civile,soprattutto al Nord.Da noi episodi marginali anche se a a volte drammatici.Non ho appezzato un giudizio superficiale ,ingeneroso,irrispettoso e cretino dato a mio padre dal presunto storico Antonio Cipolloni,mio amico ondivago nella Dc.Non si può dare del facinoroso ad un uomo che ha fatto una scelta coraggiosa nel seguire Mussolini consapevole di andare incontro a sicura sconfitta.Non si può dare del facinoroso senza conoscere il susseguirsi degli eventi.Mio padre è morto per un ideale mentre altri mantenevano il sedere al caldo in attesa di vedere il vincitore.

La politica torna ad imbarbarirsi.

Forse qualcuno dovrebbe spiegare ai giovani cosa significhi fare politica e quale differenza ci sia tra il tifo calcistico,il più aspro ,e la simpatia politica.Fare politica è da sempre agire per il bene comune,sia per i verdi ,rossi ,neri e bianchi.Questo non significa che ci possa essere uniformità di giudizio su tutto ,anzi dal confronto di idee e progetti diversi può sicuramente nascere una sintesi che assicuri il divenire,lo scorrimento naturale della società.In ultima analisi politica è individuazione del fine e dei mezzi migliori capaci di provvedere al bene comune.Solo contro le dittature è ammessa la ribellione violenta,non contro i governi democraticamente eletti.Per questo mi appare ineducato e sopra le righe il linguaggio usato da alcuni giovani per dileggiare l'avversario politico.Politica è soprattutto tolleranza e rispetto delle idee altrui .

venerdì 20 maggio 2011

I 500 giorni di Salò nelle lettere di Ben e Clara.

Da "L'ultima lettera di Benito "di Chessa,unico ricercatore ad avere disponibile il carteggio dell'Archivio Petacci,possiamo ricavare molti elementi che ci illuminano su quello che fu il dramma della repubblica di Salò ,del suo Capo,dei gerarchi,di Clara Petacci.Appare un Mussolini avvilito e consapevole della inutilità della lotta.Un uomo rassegnato alla sconfitta ,cosciente di essere il più odiato del Paese,deluso dalla ingratitudine degli Italiani e soprattutto dai Romani che hanno festeggiato il suo arresto"come se avessero vinto contro l'Inghilterra".Solo Clara si mostra come una donna forte e risoluta che lo spinge a resistere e a cacciare i gerarchi traditori.Una donna decisamente prodotta dalla formazione del ventennio fascista.E' lei ad incoraggiarlo nei momenti di depressione tanto frequenti.Dalla corrispondenza fra i due viene fuori il tentativo di salvarsi con la fuga .Il tentativo di rifugiarsi in Spagna e il rifiuto di Franco ad ospitarlo."Riconoscenza spagnola",commenterà amaramente ricordando l'aiuto dato al generale in uomini e mezzi durante la guerra civile.Il "Ridotto della Valtellina,l'ultimo bastione della resistenza repubblichina,sarà una ulteriore delusione.